Zante. I colori dell’Ellade Ionica
Zante. I colori dell’Ellade Ionica

Tra tinte forti e spot che lasciano senza fiato, come la fotografatissima spiaggia del “Navagio”, scopriamo l’isola di Ugo Foscolo

Sara Stefanini

zanteTurchese come l’acqua cristallina che incornicia Zante, verde come la rigogliosa vegetazione mediterranea che la ricopre, giallo come il miele che delizia il palato degli abitanti e non solo. Questi sono solo alcuni colori della tavolozza del pittore che sembra aver dipinto questa meraviglia nel cuore del mar Ionio. Terra non solo di spiagge bianchissime e calette nascoste, ma anche di ulivi e villaggi di campagna dove anziane signore davanti ai loro banchetti sulla strada attendono speranzose che qualche turista acquisti olio, liquore o miele di loro produzione.

Zákynthos è la terza isola per estensione e popolazione dell’arcipelago delle isole Ionie. Ben nota per aver dato i natali al poeta Ugo Foscolo, il quale scrisse il celebre sonetto “A Zacinto” e altrettanto conosciuta per la baia del Navagio, che con il suo relitto nascosto da due alture, è tra le spiagge più fotografate di tutta la Grecia. Ma Zante rimane ancora un’isola tutta da scoprire. Per visitarla, occorre munirsi di un’auto perché le corse degli autobus sono poche e non arrivano dappertutto. C’è anche la possibilità di noleggiare motorini e quad, ma non sono molto adatti per le ripide salite che si trovano sull’isola.

Il viaggio comincia dalla città di Zante, consigliata come punto nevralgico per visitare l’isola, dove potrete trovare ottimi ristoranti sul mare e numerosi negozi di souvenir.  Dal porto salpano sia le barche per le escursioni sia i traghetti che portano a Cefalonia, Itaca, Peloponneso e altre destinazioni. Per rendere l’esplorazione più semplice si può dividere l’area in tre zone: il golfo delle tartarughe, la costa occidentale e quella orientale. Il sud è sicuramente più turistico dove il litorale è sabbioso e il fondale diventa profondo gradualmente, ma il nord vi concederà dei paesaggi mozzafiato con le sue scogliere selvagge e le sue acque azzurre e sulfuree seppur profonde e più fredde.

Il golfo delle tartarughe. È chiamato così perché la specie Caretta caretta in via d’estinzione l’ha scelto come luogo di riproduzione durante i mesi estivi. Per questo motivo, è nato il Parco nazionale marino, area protetta che va dal promontorio di Capo Marathia fino alle rive di Gerakas e comprende le spiagge di Limni Keri, Laganas, Kalamaki e Dafni. Anche se non avete mai condotto un’imbarcazione non abbiate paura e affittatene una a Limni Keri. Non occorre la patente nautica e vi spiegheranno come muovervi. Sarà un’esperienza unica e affascinante. Grazie alla barchetta a motore potrete costeggiare tutto il litorale di Laganas e Kalamaki, ma soprattutto attraccherete sulla piccola isola di Marathonissi. Lì, non ci sono stabilimenti, bar o case, ma solo nidi di tartarughe. La tranquillità primordiale su quella lingua di sabbia incontaminata regna sovrana, così bianca e soffice che sembra di essersi immersi in un mare caraibico. Se poi vi rimettete in barca e vi spingete più a sud, ammirerete le splendide grotte di Keri: buttate l’ancora e tuffatevi nelle acque trasparenti e azzurrine. Poco distante da Limni Keri c’è Agios Sostis, dove un pontile non troppo stabile collega un piccolo isolotto alla terraferma. Al tramonto, sedetevi su uno scoglio e osservate come la roccia diventa gialla per poi scurirsi quando il sole lascia spazio alla luna. In quel momento, le luci del pontile si accendono e rendono il tutto terribilmente romantico. Laganas è un ritrovo per inglesi ed è come una piccola Ibiza con discoteche, pub, night club e divertimento allo stato puro. Il mare è limpido, ma di certo se vi fermate lì non vedrete le spiagge più belle di Zante.

La costa orientale. Colori e trasparenze: il mare del nord è così cristallino da far sembrare le barche sospese. Makris Gialos e Xigia sono nella “Top 5” delle spiagge di Zacinto. Entrambe di sassi, regalano degli scorci senza paragoni. Durante le prime ore del mattino, si notano ancora di più le varie tonalità di blu di Makris Gialos. Xigia invece, si riconosce subito per l’odore di zolfo delle sue acque sulfuree che donano un tocco di azzurro acceso alla piccola caletta nascosta. Poi, mani al volante perché si sale verso l’estremità nord di Zante: capo Skinari. La strada da percorrere è veramente suggestiva perché si inerpica verso le colline dove galline, capre o asini potrebbero attraversare la strada con tutta tranquillità. Una volta arrivati a destinazione vedrete Cefalonia talmente vicina che sembrerà di poterci arrivare a nuoto. Questa zona è famosa per le grotte blu e l’unica cosa da fare è scegliere una delle imbarcazioni che vi permettono di fare il tour delle grotte e della famosa spiaggia del relitto.

Navagio. Era il l’1 ottobre del 1980 quando Panagiotis, la motonave cargo salpata in Turchia e diretta in Italia con un carico di sigarette di contrabbando, è stata inseguita dalla Marina militare greca. L’equipaggio, di risposta, ha tentato invano di nascondere la nave nella baia a nord di Porto Vromi, ma a causa del maltempo, si è incagliata su di un basso fondale. Batteva bandiera greca, ma è stata costruita in Scozia negli anni ’30. Si tratta di un naufragio che gli abitanti di Zante ricordano molto bene. Si dice che per giorni sono state viste uscire dalla stiva numerose stecche di sigarette “non ufficiali” che negli anni successivi sono state vendute sull’isola. Oggi migliaia di visitatori sbarcano ogni anno su questa spiaggia considerata una delle 30 più belle al mondo. A prima vista sembra una cartolina dipinta dalla natura. Un panorama a tratti rovinato dalle barche, che vi approdano nelle ore di punta, per far scattare qualche foto ai turisti. Sul promontorio, una terrazza sospesa nel vuoto vi permetterà di osservare la spiaggia dall’alto e scattare le foto più pittoresche. Oltre al Navagio, quasi tutta la costa occidentale di Zante è caratterizzata da alte scogliere che cadono a picco sul mare, nonché da indimenticabili tramonti mozzafiato. Porto Roxa, Porto Limniona e Porto Vromi sono consigliati soprattutto per chi pratica snorkeling e chi ama nuotare tra le rocce.

Bochali. Tornando verso la città di Zante, c’è un piccolo paesino poco sopra, Bochali, che offre un panorama veramente unico: nello stesso paesaggio potrete ammirare la città, le coste del Peloponneso, Vassilikos e il golfo di Laganas. A testimoniare l’antico dominio veneziano dell’isola, ci sono le rovine di un castello distrutto dal forte terremoto del ’53 che rase al suolo Zacinto. Sole, mare e non solo: la cucina tipica greca, ricca di prodotti genuini, allieterà il palato di ogni visitatore. Non potrete lasciare l’isola senza aver assaporato lo yogurt greco, la feta, la salsa tzatziki, la mousaka, la baklava nei caratteristici ristoranti sul mare ionico.

 

sourke : http://www.repubblica.it/viaggi/2014/08/14/news/zante_i_colori_dell_ellade_ionica-117055076/?refresh_ce

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